Conformità EAC abbigliamento

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Una delle caratteristiche che distinguono l'uomo dagli animali è proprio quello di indossare indumenti che lo proteggano dall'ambiente esterno. A tutti gli individui però, devono essere forniti prodotti di abbigliamento sicuri, realizzati con materiali ecocompatibili e che non ne danneggino la salute,conseguentemente capi di abbigliamento che soddisfino normative di salubrità e che siano approvati e conformi, nell’ambito dell’unione euroasiatica, al regolamento tecnico 017 per i prodotti della “industria leggera” al quale nella stragrande maggioranza dei casi si rifanno i principi e i dettami della conformità EAC.

Di fatto i regolamenti tecnici prevedono tre forme di conferma del rispetto dei suoi requisiti:

Dichiarazione di Conformità EAC

Certificazione di Conformità EAC

Registrazione statale (СГР)

L'intera produzione delle linee di abbigliamento è classificato in base a dei requisiti stabiliti, attraverso i quali vengono determinati le modalità di conferma EAC (Dichiarazione, Certificazione, Registrazione).

Tutte le sfumature inerenti il processo della certificazione e della registrazione statale non possono essere trattate ampiamente in questa sede ma meritano di essere discusse separatamente, noi in questo ambito ci occuperemo, in dettaglio, della dichiarazione di conformità EAC per l’abbigliamento.

Per prima cosa, ovviamente, esaminiamo il principio di classificazione di questo prodotto in relazione alle normative tecniche e doganali in base alle quali si possono identificare tre attributi per la classificazione dei capi di abbigliamento:

  • Il materiale da cui è fatto (Composizione)
  • La lontananza dal corpo (Livello)
  • Campo di applicazione (fruibilità o destinazione d’uso)

La combinazione di questi fattori non solo ne determinerà la forma in base alla quale verrà confermata (o meno) la qualità e dunque la conformità del prodotto, ma anche, cosa ben importante i requisiti specifici per la sicurezza.

Se il primo punto (composizione) è comprensibile senza ulteriori spiegazioni, I fattori di classificazione particolarmente importanti sono il secondo e il terzo elemento.

 La normativa TR TC 017/2011 divide tutti gli indumenti in tre livelli a seconda del contatto che questi possono avere con la pelle ed infatti di parla di 1, 2 e 3 strato (in russo слой)

l'abbigliamento di primo strato è quello che che è direttamente per sua natura "progettuale" a contatto con la pelle di una persona e in linea di principio, lo è per lungo tempo. Tra questi elenchiamo non in maniera non esaustiva calze, biancheria intima, canottiere ecc.

Il secondo strato riguarda quei capi di abbigliamento che possono venire a contatto con il corpo per mezzo di una piccola superficie o per un breve periodo di tempo. Nell’abbigliamento di secondo strato troviamo: camicie, vestiti, gonne, camicie, maglioni ecc.

Il terzo strato è il cosiddetto "abbigliamento esterno", che non entra in contatto con il corpo e viene indossato di prassi sopra il secondo strato.

Fattore ancora più importante è la fruibilità o la destinazione d'uso del capo di abbigliamento.

In realtà, anche questo punto ha degli aspetti variegati e la funzione dei prodotti di abbigliamento in relazione alla fruizione e/o alla destinazione d’uso può ricadere in ben 3 regolamenti tecnici:

Ad esempio, la certificazione di abbigliamento per bambini viene eseguita in base ai requisiti del TR TC 007/2011, mentre i i sistemi di protezione individuali (si pensi ad esempio ad abbigliamento di protezione) rientrano nella normativa TR TC 019/2011, oppure nella classica 017.

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